La Balena – collettivo dei lavoratori dello spettacolo e dell’immateriale
Siamo attori, registi teatrali, cinematografici e radiofonici, documentaristi, scrittori, danzatori, musicisti, fotografi, disegnatori, pittori, scenografi, grafici, tecnici del suono e delle luci, organizzatori e tutte le altre figure professionali necessarie per il progredire quotidiano dellʼindustria culturale, oltrepassando le proprie individualità, ci siamo riuniti in una situazione collettiva: La Balena.
Siamo una soggettività multipla che agisce in un contesto politico, sociale, economico e culturale ormai allʼagonia e pur lavorando e vivendo di cultura abbiamo sempre più la consapevolezza di essere esclusi dai luoghi e dalle dinamiche in cui spesso si decide e si progetta la politica culturale; abbiamo la consapevolezza di essere valorizzati al minimo della nostra competenza, al minimo della nostra potenzialità artistica e progettuale e sentiamo di pagare in termini di sopravvivenza la necessità etica e civile del nostro lavoro.
La nostra intenzione è quella di non adattarci più ad un sistema organizzativo e produttivo sempre più condizionato da clientele, partitocrazia, mercato, consumo e mediocrità, ma di costruire un insieme di pratiche e teorie capaci di disegnare un orizzonte di azioni e produzioni artistiche libere da tali vincoli.
Diventiamo La Balena, un mammifero gigantesco capace di raccogliere in se le differenze che ci distinguono, poiché è nostra intenzione agire velocemente e con grande agilità verso la trasformazione dei criteri produttivi, delle garanzie dei lavoratori, della possibilità di aprire spazi autonomi in cui far crescere il lavoro creativo su cui è fondata ogni politica culturale. Siamo pacifici ma se attaccati ci difenderemo con tutte le nostre forze dallo svilimento del nostro lavoro e dal ricatto burocratico di funzionari della politica.
Diventiamo La Balena poiché il suo viaggio, il suo navigare ci rappresenta tra immersione costante della nostra continuità lavorativa ed emersione visibile come momento di approdo e ripartenza del nostro essere lavorativo. Come la Balena ci muoviamo in vasti spazi di azione, attraverso la costruzione di un immaginario dove tutto è ancora da inventare e da riscrivere, dove nulla sembra impossibile: gli oceani.
Diventiamo La Balena perché il territorio è il nostro habitat, la nostra azione traccia la rotta tra le pieghe della metropoli disordinata e attraverso la Balena siamo determinati a riprenderci il nostro presente senza il quale non cʼè un futuro possibile.









a proposito della sentenza




Maria Loi
1 febbraio 2012
Sono felice che esista La Balena…e le balene negli oceani….a presto
robcic
12 febbraio 2012
sguardi altrove sempre…
è arrivata l’ora di uscire dal tempo del mercato come diceva la buonanima di antonio neiwiller
a presto
r
mdansby psychreport
24 maggio 2013
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